S. Giuseppe - Congregazione di Gesù Sacerdote

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S. Giuseppe

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Una delle grazie più belle che Iddio benedetto si degnò di fare alla minima Opera Sacerdotale, fu senza dubbio quella di aver ispirato a scegliere S. Giuseppe a suo speciale patrono e avvocato e procuratore, uffici che ognuno di noi sa bene quanto siano stati da Lui adempiti al di là di ogni nostra aspettativa, per quanto ci è stato dato di conoscere, perché è molto maggiore il numero dei benefici suoi che solo nel Cielo ci saranno noti.
1.  Fra le prime prerogative virtuose di San Giuseppe dobbiamo ricordare il suo amore e trasporto per la vita interiore. Quanto doveva godere l'anima di questo uomo giusto in quella continua comunanza di vita con Gesù Cristo, che gli era sottomesso come figlio e con Maria SS. che lo riconosceva e trattava quale fedelissimo sposo. Possiamo pensare che l'interiore di S. Giuseppe fosse sempre rapito nella più alta contemplazione di quel Dio che aveva sotto gli occhi nelle fattezze di uomo, imitando in ciò la diletta sua Sposa, mentre anche all'este ridondava quella pienezza di cose sante che portava in cuore, per cui ci riesce difficile con come potesse attendere ad un faticoso mestiere, mentre la presenza del Figlio di Dio che lavorava con lui e la contemplazione altissima dei disegni divini, nei quali egli pure aveva parte, doveva trarlo fuori dai sensi del corpo.
2.  La vita di San Giuseppe, quale ci viene presentata dagli Evangelisti, è tutta avvolta nel più alto silenzio. Pochissimo parlano di Lui i Libri Santi, mentre nessuna parola di questo gran Santo viene riportata. Eppure egli ebbe una parte notevolissima negli avvenimenti della nascita, dell'infanzia e della fanciullezza di Gesù Cristo. Ah! la virtù del silenzio fu proprio la speciale ca di questo uomo santo. Nel silenzio e nell'obbedienza agli ordini di Dio prepara e provvede il necessario per la nascita di Gesù, per il sostentamento suo e per la sua custodia. Quanto poco deve aver parlato questo Santo! Del resto non erano necessario molte parole in quella Casetta e in quella Famiglia dove più che le labbra parlavano i cuori, in comunicazione continua con quello di Gesù Cristo.

3.  Un terzo esempio ci dà il nostro Santo Protettore con la sua illimitata fiducia, col suo incondi abbandono alla Divina Provvidenza. Il rifiuto dei Betlemiti a fornire un ricovero alla Sua Sposa e al Messia nascituro, lo squallore della Stalla in cui Esso viene alla luce, l'ordine di portarsi in Egitto per sfuggire alla persecuzione di Erode, il vedere il Figlio di Dio così umiliato e nascosto nella bottega a lavorare con lui: tutto ciò era per questo gran Santo prova dolorosa, ma la sua volontà si univa a quella di Dio, che adorava con la sot più grande, compiendone fedelmente anche i minimi ordini.

Imitiamo questo abbandono nelle mani di Dio infinitamente buono e amante. Fidia anche di Dio per quanto riguarda la parte materiale dell'Opera. Però quello che da Dio ha ricevuto la Pia Società è proprio nulla in confronto di quanto riceverà in seguito se Superiori e Soggetti non mancheranno mai di sincera fiducia nella Sua Provvidenza, specialmente quando il bisogno si farà più sentire. E poiché San Giuseppe fu lo strumento di questa Provvidenza per i bi della Santa Famiglia, sempre per mezzo suo presenteremo i nostri bisogni a Dio, sicuri che, per la di Lui intercessione, più sicuramente e più presto saremo esauditi.
Estratto dalla Esortazione XXXIV di P. Mario Venturini – 19 marzo 1941
"...per loro io consacro me stesso..." Gv 17,19
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